Gué Pequeno: notte rap al Forum di Assago

Milano, 16 marzo 2019 – Che notte, stanotte, al Forum per il rap italiano. Il debutto del Sinatra Tour di Gué Pequeno, infatti, riunisce ad Assago gli stati generali della trap e dell’hip-hop. Una concentrazione rara. Ci saranno Sfera Ebbasta, con cui il rapper milanese trapiantato a Lugano condividerà prevedibilmente quella “Borsello” inserita (a tre voci con Drefgold) pure nell’ultimo album, ma anche Mahmood che gli rende così la gentilezza di averlo affiancato a Sanremo nella sua “Soldi” durante la serata del Festival riservata alle collaborazioni. Ma non finisce certo qui.

Fra gli altri nomi più o meno sicuri della serata ci sono, infatti, quelli di Carl Brave, di Izi, di Lazza, di Rkomi (voce di “2%”, brano di “Sinatra” attualmente in rotazione radiofonica), di Frah Quintale, ma anche di Luché, di Gemitaiz, di Noyz Narcos, de Il Profeta e di Marracash, con cui non più tardi di tre anni fa Gué, al secolo Cosimo Fini, aveva affrontato l’avventura a due di “Santeria”. Della partita pure la Dark Polo Gang ed Elodie (sua partner in “Nero Bali” e “Sobrio”), oltre a quella Elettra Lamborghini assieme a cui il rapper milanese – ieri l’ufficializzazione – si sta per imbarcare nella prossima edizione di “The Voice”, completando un cast giudicante in cui figurano pure Morgan e Gigi D’Alessio. Ad aprire sarà Young Rame.

Insomma, una nottata “all killer no filler” verrebbe da dire citando una formula in voga. D’altronde l’ex Club Dogo ha dalla sua un tasso tecnico che gli consente di passare con agilità dal rap al pop, dalla old school al reggae. “Ma la mia forza è che io in questo mondo ci sono sempre stato”, assicura lui nelle interviste. “E, senza falsa modestia, ho anticipato molte tendenze: ovviamente il ragazzi delle scuole medie questo non lo sanno, ma tutti gli artisti che oggi vanno per la maggiore lo potrebbero confermare. Se adesso molti di loro accendono il microfono e parlano di certe cose è perché prima l’ho fatto io. Anche se c’è chi pensa il contrario, a muovermi sono ancora la passione e il divertimento; può sembrare retorico, ma l’hip hop è veramente la mia vita”. Di sé ha raccontato tutto – o quasi – lo scorso anno nell’autobiografia “Guerriero”, ricordando che camminava “coi delinquenti e coi borghesi allo stesso tempo”. “Avevo visto la ricchezza e volevo avere accesso a quel mondo lì, ma al tempo stesso non ero davvero ricco di famiglia”. E dell’avventura con i Dogo dice “volevamo essere degli zarri di lusso, dei tamarri fighetti”, ma il futuro rimane avvolto nell’indeterminatezza. “Non so se ci ritroveremo”, ammette Cosimo-Gué. “Chissà, magari per celebrare qualcosa, ma non possiamo sentirci in colpa se non facciamo più niente assieme; basta infatti andare sul web per capire che tutti e tre siamo in marcia, anche se su strade diverse”.