Imane Fadil, il giallo dell’avvelenamento: i risultati delle analisi del sangue – Leggo.it

Si indaga sulla morte di Imane Fadil, la testimone chiave del processo Ruby che vede tra gli imputati Silvio Berlusconi. La 34enne modella marocchina è deceduta il primo marzo scorso dopo un mese di agonia e dal referto sugli esami del sangue del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia non emergerebbe nessun metallo a livelli tossici. Si attende l'esito dell'autopsia per avere ulteriori chiarimenti. 

Imane Fadil, dal bunga bunga alle aule di tribunale: chi era la ragazza morta avvelenata

Paris Jackson, figlia di Michael, tenta il suicidio dopo il documentario "Leaving Neverland"

Ancora dubbi, invece, sul presunto avvelenamento da sostanze radioattive dal momento che il centro di Pavia non effettua misure di radioattività. Quando è arrivata all'Humanitas di Rozzano il 29 gennaio scorso, Imane aveva già una patologia grave e conclamata al midollo osseo ed è stata ricoverata in terapia intensiva perché lamentava gonfiori, dolori addominali e vomitava. I primi esami sulla giovane marocchina hanno escluso la presenza di un linfoma o di altri tumori. 

Trasferita in rianimazione, dopo essersi aggravata, e sottoposta a sedazione farmacologica, la ragazza è poi migliorata e riportata nel reparto di Medicina generale. Qui avrebbe dichiarato il sospetto e la paura di essere stata avvelenata. Ipotesi poi smentita dalle ultime analisi. Solo l'autopsia e l'analisi dei tessuti potrebbero accertare se è stata l'esposizione a sostanze radioattive a causarne il decesso. Intanto, però, la procura di Milano indaga per omicidio volontario e Silvio Berlusconi nega di averla mai incontrata: «Spiace che muoia sempre qualcuno di giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato».
  Ultimo aggiornamento: 10:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA