La cosa da non dimenticare – Toro News

Editoriale / La maturità della squadra di Mazzarri si misurerà nel saper ripartire dopo questa batosta

Si diceva che il Torino avrebbe dovuto fare nove punti tra Chievo, Frosinone e Bologna; ne ha fatti solo sei, ma non per questo adesso tutto ciò che si è fatto di buono si deve dimenticare. La prestazione del Toro è stata disastrosa, i granata hanno sbagliato tutto lo sbagliabile mentre la squadra di Mihajlovic ha azzeccato la serata della vita (complimenti). A nostro avviso però una partita completamente steccata non basta per cambiare il giudizio sul percorso nel lungo periodo di una squadra che da gennaio ad oggi ha inanellato sette risultati utili consecutivi non solo perchè tutto è girato bene, ma per la solidità e la compattezza mostrata e per i passi avanti nella mentalità che erano stati compiuti.

Ciò posto, onestà intellettuale impone di dire due cose. La prima è che Mazzarri ha perso in prima persona il duello con Mihajlovic: scelte tecniche col senno di poi sbagliate (Djidji e Meité non erano da far giocare) e, cosa per lui insolita, insufficiente lettura tecnico-tattica del match. La seconda è che probabilmente qualcuno si è illuso troppo facilmente dopo il gol del vantaggio di Ansaldi. Il Toro, questo Toro, fa fatica a mettere sotto gli avversari sul piano del gioco e non ha elementi, salvo eccezioni, che possano spostare gli equilibri con una singola giocata. Dunque se vengono meno l’intensità, l’organizzazione, la concentrazione, questa squadra rischia di perdere con tutti. Qualcuno se l’è dimenticato e non deve più succedere se il Torino vuol conservare ambizioni di Europa League che restano assolutamente realistiche.

Già, perchè il Toro vero non è quello visto contro il Bologna, altrimenti non sarebbe dov’è in classifica. Le giornate storte nel calcio succedono; è accaduto alla Juventus contro l’Atalanta, all’Atalanta contro il Torino, al Torino contro il Bologna. Quella di ieri è dura da digerire per i 26mila tifosi che hanno affollato lo stadio Grande Torino, speranzosi di poter addirittura agganciare la Roma al quinto posto e poi tornati a casa rimuginando. La loro delusione è comprensibile ma questo resta al momento il Toro migliore di sempre nell’era dei tre punti, un Toro che ha quattro punti in più del girone di andata. Adesso spetta a Mazzarri e ai suoi giocatori, nello scontro diretto contro la Fiorentina, riprendersi tutto con gli interessi. Perchè la maturità di un gruppo si misura anche nel saper superare in fretta i passi falsi.