Via alla protesta: le 41 addette ex Giordano Vini in presidio davanti all'azienda di valle Talloria

Hanno avuto inizio questa mattina, venerdì 15 marzo, le iniziative di protesta organizzate dai 41 addetti al servizio clienti della Giordano Vini. In buona parte donne, provenienti da tutto l’Albese, sino a due anni e mezzo fa erano occupate alle dipendenze della storica cantina di Diano d’Alba. Questo prima che lo stesso servizio – insieme ai loro contratti di lavoro – venisse esternalizzato alla società veneta Koinè. Ora denunciano l’iniziativa con la quale l’azienda leader italiana nella vendita vini per corrispondenza ha deciso di appaltare, con decorrenza 1° aprile, le proprie operazioni di post-vendita a un nuovo soggetto, il colosso internazionale del telemarketing Comdata, dettosi disponibile a farsi carico delle lavoratrici albesi – e insieme delle loro 46 colleghe che operano, sempre per conto di Giordano, dalla sede torinese di via Bologna – ma a patto che tutte si trasferiscano presso i suoi uffici di Ivrea.

Un’ipotesi impraticabile – è stata finora la risposta delle addette –, considerati i 280 chilometri tra andata e ritorno e i circa 50 euro di costi quotidiani tra benzina e pedaggi che in questo modo si chiede di sostenere a dipendenti che hanno stipendi “normali, quando non modesti“, come sottolineato dai sindacalisti della Slc Cgil e della Fistel Cisl che le assistono insieme alle Rsu aziendali.
E insieme una prospettiva curiosa considerato che proprio a Ivrea – una delle 25 sedi italiane, tra le quali figura anche quella attiva da anni nella vicina Asti – Comdata ha in corso una procedura di licenziamento per 200 persone.

Sono chiaramente licenziamenti mascherati“, hanno ribadito le dipendenti questa mattina di fronte alla sede Giordano prima di riunirsi nell’assemblea in corso proprio in questi minuti. Insieme a loro, altri addetti del gruppo vinicolo, al centro delle attenzioni dei sindacati per le progressive operazioni di riduzione della forza lavoro messe in atto da un gruppo che sino a cinque anni fa vantava 450 addetti e che ora in Valle Talloria ne conta circa 140: prima col passaggio a Koinè delle 87 lavoratrici ora a rischio del posto; poi con la terziarizzazione del polo logistico di Marene (80-100 addetti); nel mezzo con la procedura di licenziamento che nel giugno 2017 aveva interessato 39 dipendenti occupati in vari uffici.

Non ci sono motivazioni ragionevoli che impediscano il mantenimento delle lavoratrici a Valle Talloria, come è stato fino ad oggi anche dopo l’esternalizzazione a Koinè: ci sono gli uffici, le postazioni e il committente unico che è Giordano Vini“, ha ripetuto ancora oggi il sindacalista Cgil Walter Biancotto, che insieme ai colleghi si sta attivando per coinvolgere nella protesta “le istituzioni del territorio, sindaci, associazioni, partiti“.

Dopo il presidio di oggi le iniziative di protesta proseguiranno domattina, sabato 16 marzo, con un volantinaggio al mercato di Alba. Per martedì 19 alle ore 9 è invece confermato il tavolo di incontro in programma presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, con la partecipazione di sindacati, Rsu e i rappresentanti di Comdata, Giordano Vini e Koinè.