Zingaretti: «Molti delusi da M5S e Lega, tocca al Pd ma con più umiltà» – Corriere della Sera

«Il Pd deve voltare pagina»

Poi Zingaretti guarda in casa propria, partendo dalla sua vittoria alle Primarie.«Dobbiamo costruire un campo più largo per raccogliere i tanti delusi. Dobbiamo animarlo e popolarlo, ridando importanza alla vita delle persone. Ma dobbiamo voltare pagina. Cambiare noi, tutti noi. Occorre un partito diverso, più inclusivo, realmente democratico, empatico con la società. Più percepito come amico di chi guarda a noi. Che passi dalla difesa delle tante cose giuste fatte alla ripresa di una politica che elabori anche gli errori (non comprendere i disagi della società). Recuperare il senso più profondo della sua missione: rimettere al centro la persona. Non abbiamo compreso, nessuno lo ha fatto, come il liberismo avesse preso le redini del comando, imprimendo una svolta egoista. Ora ci vuole più riformismo per affrontare il futuro. Solo così si può migliorare la vita delle persone».

«La lotta alla povertà»

Il discorso di Zingaretti entra nel merito delle proposte: «La lotta alla povertà non è solo un dovere morale, è la condizione per stare meglio tutti. La nostra ossessione nel chiedere investimenti è legata alla volontà di rendere il sistema più competitivo. Bisogna mettere risorse sulla scuola, la ricerca, la formazione. Questa è anche la migliore risposta alla richiesta di sicurezza». Servono scelte radicali, spiega il segretario dem, in tema di welfare, di sanità, di scuola, di infrastrutture. «Non daremo tregua al governo». E poi: «La vera priorità è il lavoro. In tutto il paese, ma soprattutto nel Sud. Il Mezzogiorno è il grande dimenticato».

«Un nuovo statuto per il Pd»

La chiusura è dedicata ancora al Pd. «Deve cambiare tutto. Credo in un partito pluralista, aperto, in relazione continua con la società. Non credo in un partito nel quale le idee si organizzano in filiere di potere. Io non voglio il “mio” partito. Abbiamo bisogno di un partito di differenze, basta correntismo monocorde. Abbiamo lasciato fuori troppe persone che non hanno saputo trovare la porta di access. Riscopriamo la bellezza di un partito come luogo di incontro. Un posto dove anche chi ha perso è contento perché ha vinto il partito». Zingaretti pensa ad un nuovo statuto del partito, che riapra il confronto con i corpi sociali e i movimenti. «Non dobbiamo chiuderci nelle nostre sedi, apriamoci ai giovani, alle donne, a chi è stato trascurato».

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